* Il richiamo della strada
A noi motociclisti sembra che la brutta stagione arrivi a tradimento e non finisca mai. Chi vive a due litri di benza dalla Alpi, come me, sa che sfidare il freddo e il ghiaccio è possibile, forse eroico, in fondo inutile. In una sua vecchia storia Carlo Talamo lo diceva così: «quando fuori fa freddo, quando in giro c′è nessuno». L′intento era nobile, in maniera poetica invitava a uscire dal letargo e a sfidare il Generale Inverno. Il primo giro del nuovo anno, magari col favore del sole, fa battere i denti anche se torniamo a sentire sulla pelle quei brividi che sanno tanto di felicità. Tra un po′ di manutenzione in garage e un viaggetto in Marocco con buoni amici, mi riscaldo il cuore leggendo un volumetto poco noto, edito in Italia da Neri Pozza. S′intitola Senza mai fermarsi e lo ha scritto l′inglese Richard Grant. Non possiamo certo biasimare la pur brava traduttrice Gaja Cenciarelli, come sarebbe possibile rendere in italiano il titolo originale: Ghost Riders? Il sottotitolo Viaggio con i nomadi americani e la splendida foto di copertina in bianco e nero, un hobo su un vagone ferroviario, hanno colpito la mia attenzione. La bella introduzione di Marco Giovannini mi ha coinvolto. «Per la prima volta i camionisti, i cowboy del circuito del rodeo che vanno dal Nebraska al Texas per cavalcare tori brahma, i clandestini sui treni, le prostitute dei benzinai, le groupies che dai tempi dei Grateful Dead vivono attaccate alle rockstar come il pesce pilota sta attaccato allo squalo, gli ex figli dei fiori ancora in movimento, i pensionati in camper che seguono le stagioni... Sono visti in questo libro non dall′esterno, ma da uno di loro, tra di loro». Leggendo il racconto rivivo tante situazioni on the road, scopro cose nuove e riassaporo vecchie storie. Poi, senza pensarci troppo, tiro fuori il mio atlante stradale ormai consumato, immagino il prossimo viaggio che mi porterà in giro per l′Italia, mentalmente faccio una lista di amici da chiamare, di cose da guardare sulla moto e inizio a fare i bagagli. Una scusa poi si trova. Quando la strada chiama, non facciamola aspettare troppo.
* Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente voluto, per niente casuale.






















